PERCORSI CLINICI PSICO-EDUCATIVI

 

“La natura umana non è una macchina da costruire secondo un modello e da regolare perché compia esattamente il lavoro assegnato, ma un albero, che ha bisogno di crescere e di svilupparsi in ogni direzione, secondo le tendenze delle forze interiori che lo rendono una persona vivente.”              ————————————————————————————————-(John Stuart Mill)                                                                    

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PERCORSI CLINICI “PSICO-EDUCATIVI” 

Il “percorso clinico” può essere definito come un “PROGETTO/PIANO DI INTERVENTO” multi-sfaccettato / multi-dimensionale con il quale, psicologo e cliente in concerto, esplicitano:  

  • quali sono i bisogni da cui partire;
  • le finalità e gli obiettivi che devono essere raggiunti
  • le azioni (ordinate in sequenza temporale) che devono essere condotte;  
  • le forme di verifica (in itinere e/o finali); 
  • gli aspetti temporali;  
  • le risorse a disposizione e i limiti; 
  • gli strumenti che devono essere utilizzati.  

La locuzione “percorso clinico” non assume però solo il significato di “processo di presa in carico in senso sanitario”, bensì anche come “azione umana di sostegno alla persona”:  un sostegno offerto dallo psicologo clinico per fronteggiare difficoltà e disagi che impediscono o rendono difficile, ad un soggetto, il normale dispiegarsi della sua personalità.

COS’E’  “PSICO” ?
Questo “psico” fa riferimento all’aggettivo “psicologico”, da “Psicologia“. La “Psicologia” è, in senso generale, la scienza che indaga l’attività psichica e il comportamento umano.  Entrando nello specifico, con la definizione di “Psicologia” ci si riferisce a 3 concezioni differenti ma riconducibili ad una sostanziale Unità. Infatti la “Psicologia”: 

  • è la scienza che studia l’attività psichica degli esseri viventi (dove l’ “attività psichica” è la soggettività individuale, cioè l’insieme dei fenomeni che possono essere osservati solo da colui nel quale si determinano); 

  • è la scienza che studia il comportamento degli esseri umani (dove il “comportamento” è l’insieme delle reazioni obiettivamente osservabili, cioè l’insieme dei fenomeni che possono essere osservati da altri individui e comprendono i gesti, le parole, l’espressione delle reazioni interiori e l’interpretazione che gli individui danno dei propri atti); 
  • è la scienza che studia la personalità dei singoli individui  (dove la “personalità” è l’ unità bio-psico-sociale che si esplicita in ogni essere umano). 

La “Psicologia” è quindi una disciplina scientifica complessa che ha nella “mente” l’ oggetto di studio privilegiato e che, in quanto scienza, è connotataa da un metodo (la metodologia psicologica), caratterizzato da empirismo e obiettività. Poiché la “Psicologia” è una scienza bipolare (biologica e sociale), è fondamentale indagare la “mente” degli individui, calandoli nelle loro realtà di vita, nei loro ambienti socio-culturali e nei loro contesti di appartenenza (concezione olistico-sistemica o bio-psico-sociale)

MA PERCHE’ ANCHE “EDUCATIVI”? IN CHE SENSO? 

Qui l’aggettivo “educativo” rappresenta primariamente una cornice di senso, un modo di connotare l’essere umano e la relazione professionale di aiuto. Ci si riferisce all’educare come al  “processo di scoperta del vero sé”: “ex-ducere” significa infatti “tirare fuori”, “sviluppare”, “portare a compimento”, “realizzare”.  L’educazione è da considerarsi perciò, in quanto sviluppo di tutti gli aspetti della personalità umana e degli aspetti morali e spirituali, come la finalità ultima di ogni percorso clinico. Il percorso clinico in quest’ottica può essere definito come un percorso di “educazione all’ educarsi”,  poiché si basa sul  presupposto che ogni uomo, nel processo di educazione, sappia collaborare alla propria piena realizzazione (con pensieri ed atti di “auto-educazione”) ed arrivi, sostanzialmente in autonomia, a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato.  

 

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Autori umanistici quali May, Rogers e Maslow ritengono che il bisogno di auto-realizzazione, della spinta verso la compiutezza del Sé, siano assunti condivisi da ogni essere vivente. Affermano che in ciascuno esiste una spontanea ed insopprimibile tendenza a realizzare il nucleo del proprio “Io” , che costituisce il “proprium” di una persona, il fattore primario della struttura di personalità di ognuno. 

Dipenderà in gran parte da una azione educativa che le energie del germoglio trovino il modo più compiuto e più equilibrato di realizzarsi.

Concludendo

Un percorso clinico psico-educativo

  • è un progetto che partendo da un “inquadramento della situazione di partenza”, stabilisce obiettivi e modalità di azione, affinché il cliente possa riappropriarsi con consapevolezza del proprio benessere.

  • Rappresenta un piano di intervento condiviso, nel pieno rispetto dei ruoli di psicologo e paziente, non “calato dall’alto”: ribadisce che il rapporto professionale è connotato da co-responsabilità e che il cliente è un soggetto attivo, capace e competente.

  • Essendo un percorso primariamente “psicologico” ha come oggetti privilegiati d’indagine la personalità, i processi mentali ed i comportamenti del paziente e del sistema di relazioni in cui è inserito, in un ottica bio-psico-sociale.

  • Ha come finalità ultima, grazie alla connotazione “educativa” implicita, la realizzazione dell’autenticità e dell’individualità dell’individuo, intesi come requisiti fondamentali di uno stato di salute, che possa dirsi veramente tale. 

 


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