
Asse intestino-cervello: come emozioni, stress e benessere psicologico influenzano la salute intestinale
“Mi si è chiuso lo stomaco.”
“Prima di un esame ho sempre mal di pancia.”
“Quando sono molto stressato il mio intestino impazzisce.”
Queste espressioni fanno parte del linguaggio quotidiano e descrivono un fenomeno reale: intestino e cervello comunicano continuamente.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato che esiste un sistema di comunicazione bidirezionale, chiamato asse intestino-cervello, attraverso il quale cervello, intestino, sistema immunitario e microbiota si influenzano reciprocamente.
Per questo motivo il nostro benessere psicologico può avere effetti sulla salute intestinale e, allo stesso tempo, ciò che accade nell’intestino può influenzare il nostro stato emotivo.
Che cos’è l’asse intestino-cervello?
L’asse intestino-cervello è una rete di comunicazione che collega il sistema nervoso centrale con il sistema nervoso enterico, cioè la complessa rete di neuroni presente nell’apparato digerente.
Questa comunicazione avviene attraverso diversi meccanismi:
- il nervo vago;
- il sistema immunitario;
- gli ormoni dello stress;
- il microbiota intestinale;
- numerose sostanze chimiche coinvolte nella regolazione dell’organismo.
Non si tratta quindi di un semplice rapporto “mente-corpo”, ma di uno scambio continuo di informazioni che contribuisce al mantenimento dell’equilibrio dell’intero organismo.
Perché l’intestino viene chiamato “secondo cervello”?
Il termine “secondo cervello” è stato reso popolare dal neurogastroenterologo Michael Gershon.
L’intestino possiede infatti un sistema nervoso estremamente complesso, formato da centinaia di milioni di neuroni, in grado di regolare autonomamente molte funzioni digestive.
Questo non significa che l’intestino “pensi” come il cervello.
Significa però che dispone di una notevole autonomia e comunica costantemente con il sistema nervoso centrale.
È proprio questa stretta connessione a spiegare perché emozioni e digestione risultino così strettamente collegate.
Stress ed emozioni possono influenzare l’intestino?
Sì.
Quando viviamo un periodo di forte stress, il nostro organismo attiva una serie di risposte fisiologiche che coinvolgono anche l’apparato digerente.
Per questo motivo possono comparire sintomi come:
- tensione allo stomaco;
- nausea;
- alterazioni dell’appetito;
- gonfiore addominale;
- diarrea o stitichezza;
- peggioramento dei sintomi del colon irritabile.
Questi disturbi non sono “immaginari”.
Sono il risultato delle continue interazioni tra sistema nervoso, intestino e risposta allo stress.
Anche l’intestino può influenzare il cervello?
La comunicazione non avviene in un’unica direzione.
Anche ciò che accade nell’intestino può influenzare il funzionamento del cervello.
Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato il possibile ruolo del microbiota intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi che vivono normalmente nel nostro intestino.
Il microbiota contribuisce alla digestione, dialoga con il sistema immunitario e produce sostanze che possono influenzare indirettamente il funzionamento del sistema nervoso.
La ricerca in questo ambito è ancora in continua evoluzione, ma conferma sempre più chiaramente quanto mente e intestino siano profondamente interconnessi.
È vero che l’intestino produce il 95% della serotonina?
Sì, gran parte della serotonina dell’organismo viene prodotta nell’intestino.
È importante però chiarire un aspetto spesso frainteso.
La serotonina prodotta a livello intestinale non raggiunge direttamente il cervello, poiché non attraversa la barriera ematoencefalica.
Questo non significa che intestino e umore siano indipendenti.
Significa semplicemente che la loro relazione è molto più complessa e coinvolge molteplici meccanismi biologici ancora oggetto di studio.
Le competenze di benessere che fanno bene anche all’intestino
Il benessere intestinale non dipende esclusivamente dall’alimentazione.
Anche il modo in cui affrontiamo lo stress e gestiamo le emozioni può influenzare l’equilibrio dell’asse intestino-cervello.
Tra le competenze più importanti troviamo:
Regolazione emotiva
Riconoscere e gestire ansia, rabbia e stress contribuisce a ridurre l’attivazione cronica dell’organismo e i suoi effetti sull’apparato digerente.
Consapevolezza corporea
Imparare ad ascoltare i segnali del proprio corpo permette di cogliere precocemente situazioni di sovraccarico psicofisico e intervenire prima che il disagio si intensifichi.
Stili di vita salutari
Sonno, attività fisica, alimentazione equilibrata, relazioni soddisfacenti e momenti di recupero rappresentano fattori fondamentali sia per la salute psicologica sia per quella intestinale.
Quando rivolgersi allo psicologo?
Se disturbi intestinali e stress sembrano alimentarsi a vicenda, oppure se ansia, preoccupazioni o difficoltà emotive stanno influenzando in modo significativo la qualità della vita, può essere utile affiancare agli accertamenti medici anche una valutazione psicologica.
Naturalmente è importante ricordare che i sintomi gastrointestinali devono sempre essere valutati dal medico per escludere eventuali cause organiche.
Quando queste sono state considerate, lavorare anche sugli aspetti psicologici può aiutare molte persone a interrompere quel circolo vizioso nel quale stress, emozioni e disturbi intestinali finiscono per alimentarsi reciprocamente.
La Psicologia del Benessere considera mente e corpo come parti di un unico sistema. Per questo motivo prendersi cura delle proprie emozioni non significa occuparsi soltanto della salute mentale, ma promuovere un equilibrio che coinvolge l’intera persona.


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