
Che cos’è la psicosomatica?
Quante volte ci è capitato di arrossire per l’imbarazzo, avere lo stomaco chiuso prima di un esame o sentire il cuore accelerare durante un momento di forte paura?
Sono esperienze comuni che mostrano come mente e corpo siano strettamente collegati.
La psicosomatica è la disciplina che studia proprio questa relazione: analizza in che modo i processi psicologici, le emozioni, lo stress e le esperienze di vita possano influenzare il funzionamento dell’organismo e, viceversa, come le condizioni fisiche possano incidere sul benessere psicologico.
Oggi questa prospettiva è pienamente integrata nel modello biopsicosociale, secondo il quale la salute dipende dall’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali. La persona viene quindi considerata nella sua globalità, senza separare rigidamente mente e corpo.
Mente e corpo comunicano continuamente
Il nostro organismo è progettato per adattarsi agli eventi della vita.
Di fronte a una situazione percepita come impegnativa o minacciosa, il cervello attiva una complessa risposta di adattamento: aumentano la frequenza cardiaca, la tensione muscolare, la vigilanza e la produzione di alcuni ormoni, come il cortisolo e l’adrenalina.
Questa risposta è utile quando è temporanea.
Se però lo stress diventa intenso o persistente, il corpo può rimanere a lungo in uno stato di attivazione, con possibili ripercussioni sul benessere fisico e psicologico.
Per questo motivo emozioni croniche come ansia, preoccupazione, rabbia trattenuta o stress prolungato possono contribuire a mantenere o amplificare alcuni disturbi, soprattutto nelle persone più vulnerabili.
Cosa significa “disturbo psicosomatico”?
Parlare di psicosomatica non significa affermare che una malattia sia “solo nella testa”.
Al contrario.
I sintomi sono reali e meritano sempre una corretta valutazione medica.
In alcuni casi, tuttavia, i fattori psicologici possono influenzare:
- la comparsa dei sintomi;
- la loro intensità;
- la loro durata;
- la frequenza con cui si ripresentano.
Per questo motivo, nella pratica clinica, è spesso utile considerare contemporaneamente sia gli aspetti medici sia quelli psicologici.
Quali disturbi possono essere influenzati dallo stress?
Le manifestazioni possono interessare diversi apparati dell’organismo.
Tra le più frequenti troviamo:
Apparato gastrointestinale
- sindrome dell’intestino irritabile;
- dispepsia funzionale;
- nausea;
- sensazione di nodo alla gola;
- alcune forme di gastrite funzionale.
Sistema cardiovascolare
- tachicardia;
- palpitazioni;
- aumento della pressione arteriosa in condizioni di stress.
Apparato respiratorio
- iperventilazione;
- sensazione di fame d’aria;
- peggioramento di alcune condizioni respiratorie già presenti.
Sistema muscolo-scheletrico
- cefalea tensiva;
- cervicalgia;
- contratture muscolari;
- dolore lombare;
- affaticamento persistente.
Pelle
Lo stress può contribuire ad aggravare alcune patologie dermatologiche, come:
- psoriasi;
- dermatite atopica;
- orticaria;
- acne.
Naturalmente ogni situazione deve essere valutata dal medico, che potrà stabilire se siano presenti cause organiche e quali fattori possano contribuire ai sintomi.
Il ruolo dello stress cronico
Negli ultimi decenni la ricerca ha mostrato che lo stress prolungato può influenzare numerosi sistemi dell’organismo.
Quando il sistema nervoso rimane costantemente in allerta possono verificarsi alterazioni che coinvolgono il sistema endocrino, immunitario e infiammatorio.
Questo non significa che lo stress provochi automaticamente una malattia, ma che può rappresentare uno dei fattori che aumentano la vulnerabilità dell’organismo o contribuiscono al mantenimento di alcuni disturbi.

La PNEI: una visione integrata della salute
Uno degli sviluppi più interessanti della ricerca è rappresentato dalla Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI).
Questa disciplina studia le relazioni tra:
- sistema nervoso;
- sistema endocrino;
- sistema immunitario;
- funzionamento psicologico.
Le evidenze scientifiche mostrano che questi sistemi comunicano continuamente tra loro e che il benessere psicologico può influenzare il funzionamento dell’intero organismo, così come una condizione fisica può avere importanti ripercussioni sul piano emotivo.
Competenze di benessere
Sono competenze di benessere allenabili:
- Imparare a riconoscere i segnali del proprio corpo,
- imparare a distinguere lo stress fisiologico da quello che si prolunga nel tempo,
- comprendere il ruolo delle emozioni,
- sviluppare strategie efficaci per gestire le emozioni.
Prendersi cura del proprio benessere significa considerare contemporaneamente la salute fisica e quella psicologica, senza contrapporle ma riconoscendo che fanno parte della stessa persona.
Quando può essere utile un supporto psicologico?
Se i sintomi fisici persistono, è sempre importante rivolgersi innanzitutto al proprio medico per gli accertamenti necessari.
Quando le valutazioni cliniche evidenziano che lo stress, l’ansia o particolari difficoltà emotive possono contribuire al mantenimento del disagio, un percorso psicologico può aiutare a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a sviluppare strategie più efficaci per gestire le proprie emozioni e migliorare il benessere complessivo.
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