Training autogeno

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Il termine “Training Autogeno” (TA) è stato usato per la prima volta nel 1932, quando i risultati ottenuti dallo psichiatra e neurologo tedesco J.H. Schultuz, sono stati pubblicati nel volume “Das autogene training”. Negli ultimi 40 anni, sono stati condotti numerosi studi per verificare l’ efficacia delle tecniche di rilassamento: tutte hanno mostrato di essere efficaci. Tra le tecniche più conosciute abbiamo il Training Autogeno (Autogenic Training: A Meta-Analysis of Clinical Outcome Studies).

APPROFONDIAMO

Il TA è una tecnica che permette di recuperare la tranquillità interiore e le risorse necessarie per far fronte allo stress. Con esso si insegna al paziente ad attivare il SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO. Il sistema parasimpatico, appartenente al sistema nervoso autonomo, è responsabile di tutte le reazione corporee involontarie che rispondono alle situazione di “riposo” e di “recupero delle energie” . Esso cioè: 

  • contrasta e bilancia le azioni della sezione simpatica;
  • favorisce la digestione;
  • favorisce l’assorbimento dei nutrienti per l’immagazzinamento delle energie,
  • favorisce la defecazione;
  • favorisce la minzione;
  • gestisce le funzionalità viscerali essenziali per la vita;
  • favorisce la quiete, il riposo e il rilassamento;
  • ristabilisce l’equilibrio omeostatico del nostro corpo;
  • permette di ottenere un miglior controllo ed un più facile raggiungimento dello stato di rilassamento.

Poiché in grado di attivare questo tipo di risposta, il TA è stato spesso utilizzato:

  • nella cura sintomatica dei disturbi d’ansia (The efficacy of relaxation training in treating anxiety);
  • per i disturbi psicosomatici; 
  • per manifestazioni nevrotiche di vario tipo (soprattutto quelle che presentano uno stretto rapporto con reazioni di tipo somatico); 
  • come coadiuvante nella gestione di alcune malattie fisiche;
  • come coadiuvante nella gestione di alcune condizioni biologiche generali. 

Per le sue caratteristiche specifiche il TA si configura come una vera e propria “terapia a partenza mentale” (Peresson, 1985). 

IL T.A. DAL PUNTO DI VISTA NEURO-FISIOLOGICO

fun-1850709__340Vediamo ora in che modo, da un punto di vista neuro-fisiologico, esso influenza positivamente l’organismo. Il TA produce una risposta trofotropica: una risposta a livello dell’ipotalamo che riduce l’attività neurovegetativa e aumenta proprio il tono parasimpatico. In questo contesto il termine “trofotropico” indica la capacità dell’organismo di regolare, aumentandone l’intensità o inibendola, alcune funzioni viscerali. La risposta trofotropica può essere indotta sia stimolando direttamente i centri ipotalamici sia, in modo inverso, riducendo gli stimoli propriocettivi che partono dal corpo e arrivano all’ipotalamo. Il sistema muscolo-scheletrico contribuisce, più di ogni altro sistema, all’invio di stimoli verso le formazioni ipotalamiche, perciò, riducendo il tono muscolare, si riduce anche l’attivazione ipotalamica.

Sul piano vegetativo la risposta trofotropica riduce:

  • la frequenza cardiaca e respiratoria,
  • il tono muscolare,
  • la pressione arteriosa,
  • la secrezione delle ghiandole sudoripare. 

Sul piano vegetativo la risposta trofotropica invece aumenta:

  • le funzioni motorie,
  • la secrezione di sostanze gastriche,
  • la secrezione di insulina.

Lo stato di rilassamento che viene a crearsi, in conseguenza di un adeguato allenamento che parte dai muscoli (come nel TA), produce l’effetto di scaricare le tensioni in eccesso, dovute all’ansia e allo stress, e di recuperare il benessere psicofisico. 

AUTOGENO?

240_F_313460136_fnzL17dv4dAGjNGJrHLcTrnAMdnrRNYxJ.H. Schultz denominò il suo metodo “autogeno” proprio perché la risposta trofotropica si produce spontaneamente, si “genera da sé”, senza alcun intervento attivo della volontà, ma solo grazie ad un allenamento (training) costante. Nel caso specifico, allenarsi vuol dire comportarsi in modo opposto al consueto: normalmente ci si addestra a “fare” qualcosa, ebbene, nel training autogeno ci si allena a “non fare”, a creare uno spazio in cui possano presentarsi, in modo del tutto spontaneo, le sensazioni tipiche del riposo e della calma. Nel metodo del training autogeno questo atteggiamento viene denominato “concentrazione passiva”, ed è uno stato di contemplazione degli eventi corporei e dei fenomeni psichici in cui non interferiscono le pressanti sollecitazioni provenienti dal mondo esterno.

GLI ESERCIZI

Il training autogeno si basa sull’apprendimento di sei esercizi standard (pesantezza, calore, cuore, respiro, plesso solare e fronte fresca) preceduti da uno di preparazione definito predisposizione alla calma. Si tratta di esercizi psicofisici che comprendono una serie di formule verbali necessarie per ottenere:

  • una sensazione di pesantezza e di calore negli arti;
  • la regolazione del ritmo cardiaco;
  • la concentrazione sul ritmo respiratorio;
  • una sensazione di calore nella zona dell’addome;
  • sensazioni di freschezza alla fronte. 

Per esempio, per l’esercizio di pesantezza si inizia con la formula: “il mio braccio destro è pesante”. Dopo aver ripetuto diverse volte queste parole, si passa ad altre parti, fino a che si raggiunge la sensazione che tutto il corpo sia pesante. La pratica costante della tecnica porta, quando viene ripetuta una certa frase,  ad una  risposta automatica (di calma, calore, pesantezza, rilassamento) non solo durante il training, ma anche nelle situazioni stressogene della vita quotidiana (generalizzazione della risposta).

RACCOMANDAZIONI

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Nonostante l’apparente semplicità del metodo e il tempo relativamente breve richiesto per l’acquisizione degli esercizi, la tecnica del training autogeno va praticata inizialmente sotto la guida di un esperto. Generalmente al termine di ciascuna sessione, svolta in sede di training o svolta a casa come esercitazione, viene chiesto al partecipante un breve feedback riguardo all’esperienza appena conclusasi nella quale si approfondiscono le manifestazioni fisiche e psichiche provate durante gli esercizi (pensieri, emozioni, immagini, sensazioni corporee). Dunque il training autogeno rappresenta non solo una tecnica di auto-distensione, ma anche uno strumento di incontro e di consapevolezza dei propri vissuti interiori.


Essendo operatrice clinica di Training Autogeno propongo dei corsi individuali presso lo studio di S. Polo: se vuoi provare questa efficace tecnica anti-stress,  sappi che la prima seduta di prova è sempre gratuita. 

Come psicologa, oltre al servizio di consulenza online  per chi non vive in Emilia,  ricevo in studio a San Polo di Torrile (Parma). Da oltre 10 anni ascolto ed aiuto le persone, concretamente, ad uscire dalle situazioni difficili, a fronteggiare le sfide esistenziali e a riprogettare il futuro.

In condizioni di sofferenza psicologica posso aiutarti a superare le tue difficoltà, accompagnandoti verso una consapevolezza rinnovata di te, dei tuoi bisogni, delle tue priorità e del tuo modo di “funzionare”. Posso aiutarti a ritrovare la serenità e il benessere, anche grazie alla proposta di tecniche di rilassamento e di gestione dello stress.

Dott.ssa Silvia Darecchio – contatti

 

 

2 risposte a "Training autogeno"

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