Decidere di contattare uno psicologo è spesso il passo più difficile.

Per molte persone il primo colloquio è accompagnato da dubbi e domande: Mi sentirò a mio agio? Dovrò raccontare tutta la mia vita? Sarò giudicato? E se non riuscissi a parlare?

Sono domande del tutto naturali.

Il primo colloquio non è un esame e non richiede di raccontare tutto di sé. È un momento di conoscenza reciproca, nel quale iniziamo a comprendere insieme ciò che ti ha portato a chiedere aiuto e quale potrebbe essere il percorso più adatto alla tua situazione.


Cosa succede durante il primo colloquio?

L’obiettivo principale del primo incontro è comprendere la difficoltà che stai vivendo.

Ti inviterò a raccontarmi ciò che ti ha portato a chiedere un colloquio, cercando di capire insieme:

  • qual è il problema o la situazione che ti preoccupa;
  • da quanto tempo è presente;
  • come influenza la tua vita quotidiana;
  • quali tentativi hai già fatto per affrontarla;
  • quali sono gli obiettivi che vorresti raggiungere.

Durante il colloquio potranno emergere anche aspetti della tua storia personale, familiare, lavorativa o relazionale, ma solo nella misura in cui saranno utili per comprendere meglio la situazione. Non è necessario raccontare tutto il proprio passato durante il primo incontro.


Un momento di ascolto, non di giudizio

Il primo colloquio è soprattutto uno spazio di ascolto.

Il mio compito non è giudicare ciò che racconti, ma aiutarti a comprendere meglio ciò che stai vivendo, individuando insieme le difficoltà, le risorse già presenti e le possibili direzioni del percorso.

Ogni persona ha una storia unica e merita di essere accolta con rispetto, attenzione ed empatia.


Quanto dura?

Il primo colloquio ha una durata di 60 minuti.

Nella maggior parte dei casi questo tempo è sufficiente per una prima conoscenza reciproca e per delineare il quadro della situazione.

Se la difficoltà richiede un approfondimento maggiore, potremo concordare ulteriori colloqui di valutazione prima di definire insieme il percorso più adatto.


Devo decidere subito se continuare?

No.

Al termine dell’incontro avremo uno spazio per confrontarci sulle impressioni emerse, chiarire eventuali dubbi e valutare insieme se proseguire il percorso.

La decisione di continuare spetta sempre alla persona ed è importante che sia presa con serenità e consapevolezza.


Credo nel valore del primo incontro

Nel corso degli anni ho imparato che un buon primo colloquio non serve soltanto a raccogliere informazioni.

Serve soprattutto a fare in modo che la persona inizi a sentirsi compresa e possa guardare la propria situazione con maggiore chiarezza.

Credo che un buon primo colloquio debba lasciare qualcosa: una nuova consapevolezza, una prospettiva diversa o semplicemente la sensazione di non essere più soli nell’affrontare ciò che si sta vivendo.

Anche quando il percorso è appena iniziato, il primo incontro rappresenta già il primo passo verso il cambiamento.


Competenze di benessere

Chiedere aiuto è una competenza, non un segno di debolezza.

Riconoscere di attraversare un momento difficile, fermarsi ad ascoltarsi e concedersi uno spazio di riflessione sono spesso i primi passi per affrontare il problema in modo più consapevole.

Il primo colloquio non risolve tutto, ma può rappresentare l’inizio di un percorso orientato alla comprensione di sé, allo sviluppo di nuove risorse e alla costruzione di un maggiore benessere.


Hai bisogno di un primo colloquio?

Se desideri maggiori informazioni o vuoi fissare un appuntamento, puoi contattarmi telefonicamente oppure via e-mail. Sarò lieta di rispondere alle tue domande e valutare insieme come posso esserti d’aiuto.

📧 E-mail
silvia.darecchio.sd@gmail.com

📞 Telefono
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