Perché abbiamo paura delle emozioni? Come imparare ad accoglierle senza esserne sopraffatti

Molte persone arrivano in terapia convinte di avere paura di ciò che sta accadendo nella loro vita.

In realtà, spesso ciò che spaventa davvero non è l’evento in sé, ma l’emozione che quell’evento suscita.

La tristezza può sembrare insopportabile.

La rabbia può far sentire “cattive persone”.

La paura può essere vissuta come un segno di debolezza.

Perfino la gioia, a volte, spaventa, perché ci rende vulnerabili all’idea di poterla perdere.

Imparare a stare in contatto con le proprie emozioni è uno dei passaggi più importanti di ogni percorso di crescita personale.


Perché le emozioni ci fanno paura?

Le emozioni sono il modo con cui il nostro cervello ci informa che qualcosa di significativo sta accadendo.

Non sono un errore.

Non sono un difetto.

Sono segnali.

Eppure molte persone cercano continuamente di evitarle.

Le ignorano.

Le controllano.

Le soffocano.

Oppure si distraggono continuamente pur di non sentirle.

Questo accade perché alcune emozioni sono state, fin dall’infanzia, considerate “sbagliate”.

C’è chi è cresciuto imparando che non si deve piangere.

Chi ha imparato che arrabbiarsi è inaccettabile.

Chi ha ricevuto il messaggio che mostrare paura significa essere deboli.

Così, invece di imparare a vivere le emozioni, impariamo a combatterle.


Una società che ci insegna poco il linguaggio delle emozioni

Viviamo in una società che valorizza l’efficienza, il controllo e la performance.

Fin da piccoli siamo spesso circondati da strumenti che riempiono ogni momento di noia, frustrazione o attesa.

Tablet, smartphone, televisione e intrattenimento continuo riducono sempre più le occasioni in cui bambini e ragazzi imparano a stare semplicemente con ciò che provano.

Anche gli adulti, spesso senza rendersene conto, faticano a dare un nome alle proprie emozioni e a quelle dei figli.

Si cerca di eliminare rapidamente il pianto, calmare la rabbia o distrarre dalla tristezza, invece di comprenderne il significato.

Ma le emozioni non scompaiono perché vengono ignorate.

Continuano a cercare uno spazio per essere ascoltate.


Le emozioni non sono il problema

Spesso pensiamo che alcune emozioni siano negative.

In realtà non esistono emozioni “buone” o “cattive”.

Esistono emozioni piacevoli ed emozioni spiacevoli.

Tutte, però, hanno una funzione.

La paura ci protegge dai pericoli.

La rabbia ci segnala che un nostro limite è stato superato.

La tristezza ci aiuta a elaborare una perdita.

Il disgusto ci protegge da ciò che percepiamo come nocivo.

Anche le emozioni più dolorose hanno quindi uno scopo.

Diventano problematiche quando vengono negate, evitate o espresse in modo disfunzionale.


Perché evitare le emozioni le rende ancora più forti?

Molte persone cercano di controllare le emozioni perché pensano che, così facendo, smetteranno di soffrire.

Paradossalmente accade spesso il contrario.

Più combattiamo un’emozione, più le dedichiamo attenzione.

Più cerchiamo di non sentirla, più il cervello continua a monitorarla.

Accogliere un’emozione non significa subirla.

Significa permetterle di esistere, comprenderne il messaggio e scegliere come rispondere.


Le competenze di benessere che aiutano a vivere le emozioni

Consapevolezza emotiva

Imparare a riconoscere ciò che si prova rappresenta il primo passo verso una migliore regolazione emotiva.

Accettazione

Accettare un’emozione non significa rassegnarsi.

Significa smettere di combattere qualcosa che, in quel momento, fa parte della nostra esperienza.

Regolazione emotiva

Le emozioni non devono essere eliminate, ma comprese e gestite in modo da non guidare automaticamente i nostri comportamenti.

Autocompassione

Trattarsi con la stessa comprensione che riserveremmo a una persona cara rende più semplice affrontare anche le emozioni più difficili.


Cambiare significa anche imparare a sentire

Molte persone credono che stare meglio significhi non provare più paura, tristezza o rabbia.

In realtà il benessere psicologico non consiste nell’eliminare le emozioni, ma nello sviluppare la capacità di ascoltarle senza esserne travolti.

Ogni emozione racconta qualcosa di noi.

Quando impariamo a darle spazio, smette di essere un nemico e diventa una preziosa alleata.


Se senti di evitare continuamente ciò che provi, oppure alcune emozioni stanno limitando la tua serenità, un percorso psicologico può aiutarti a comprenderle e a sviluppare strumenti per viverle in modo più consapevole.

Il benessere non nasce dall’assenza delle emozioni, ma dalla capacità di accoglierle, comprenderle e utilizzarle come guida nel proprio percorso di crescita.

Contatti

2 risposte a “Perché abbiamo paura delle emozioni? Come imparare ad accoglierle senza esserne sopraffatti”

  1. Avatar Parlarne fa bene? – studio privato di psicologia torrile san polo – parma

    […] tutto questo processo c’entrano molto le paure (paura del cambiamento, delle emozioni, di non esserne capaci, di cambiare idea, di pentirsene, di sbagliare, di essere giudicati, di non […]

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