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“Meglio soli che mal accompagnati.”

È un proverbio che molte persone trovano facile condividere. Per altre, invece, la sola idea di affrontare la vita senza una figura di riferimento genera un’angoscia così intensa da rendere difficile prendere decisioni, esprimere disaccordo o persino interrompere relazioni profondamente insoddisfacenti.

Chi soffre di Disturbo Dipendente di Personalità (DDP) non ha semplicemente bisogno di affetto o compagnia. Vive la relazione come una condizione indispensabile per sentirsi al sicuro, capace e degno di affrontare la vita.


Che cos’è il Disturbo Dipendente di Personalità?

Il Disturbo Dipendente di Personalità è uno dei disturbi di personalità descritti nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR).

La sua caratteristica principale è un bisogno eccessivo e persistente di essere accuditi, sostenuti e rassicurati, accompagnato da una marcata paura dell’abbandono e da difficoltà nel prendere decisioni in autonomia.

Non si tratta di una semplice insicurezza o di un carattere particolarmente affettuoso.

La dipendenza coinvolge molti ambiti della vita e tende a influenzare il modo di vivere le relazioni sentimentali, familiari, lavorative e amicali.


Molto più della paura di stare soli

Tutti possiamo attraversare momenti nei quali sentiamo il bisogno di appoggiarci agli altri.

Nel Disturbo Dipendente di Personalità, però, questo bisogno diventa il principale modo di affrontare la vita.

La persona può arrivare a credere di non essere in grado di prendere decisioni importanti senza continue rassicurazioni, di non poter affrontare un problema da sola o di non avere valore se non all’interno di una relazione.

Il timore dell’abbandono diventa così intenso da influenzare molti comportamenti quotidiani.


Come si manifesta?

Le persone con questo disturbo possono presentare caratteristiche come:

  • difficoltà a prendere decisioni senza chiedere continue rassicurazioni;
  • bisogno costante di approvazione;
  • paura di deludere o contraddire gli altri;
  • difficoltà a esprimere disaccordo;
  • tendenza a mettere i bisogni altrui prima dei propri;
  • scarsa fiducia nelle proprie capacità;
  • intensa paura della separazione;
  • ricerca immediata di una nuova relazione dopo una rottura importante;
  • difficoltà ad assumersi responsabilità personali.

Naturalmente, la presenza di uno o più di questi comportamenti non significa automaticamente avere un disturbo di personalità. La diagnosi richiede una valutazione clinica approfondita.


Come vive sé stesso chi soffre di DDP?

Uno degli aspetti più caratteristici riguarda il modo in cui la persona interpreta sé stessa e gli altri.

Spesso tende a percepirsi come fragile, incapace o poco competente, mentre attribuisce agli altri maggiore forza, sicurezza e capacità decisionale.

Questa differenza alimenta la convinzione di aver bisogno di qualcuno che protegga, consigli o guidi continuamente le proprie scelte.

Con il tempo si crea un circolo vizioso: meno la persona prende decisioni autonomamente, meno si sente capace di farlo.


La paura dell’abbandono

La possibilità di perdere una relazione significativa rappresenta uno dei timori più intensi.

Per evitare il rischio di essere lasciata, la persona può:

  • evitare i conflitti;
  • reprimere rabbia e delusione;
  • accettare situazioni ingiuste;
  • sacrificare i propri bisogni;
  • tollerare relazioni fortemente sbilanciate.

L’obiettivo non è tanto mantenere una relazione soddisfacente, quanto evitare la solitudine.


Da dove nasce questa modalità di funzionamento?

Non esiste un’unica causa.

Come accade per molti disturbi di personalità, il DDP sembra derivare dall’interazione tra diversi fattori.

Tra quelli più studiati troviamo:

  • predisposizione temperamentale all’ansia;
  • esperienze precoci di attaccamento;
  • stili educativi molto controllanti o iperprotettivi;
  • scarse occasioni di sperimentare autonomia durante la crescita;
  • esperienze di malattia o particolare vulnerabilità nell’infanzia.

Ogni storia, tuttavia, è unica e richiede una comprensione individuale.


Quali difficoltà possono associarsi?

Il Disturbo Dipendente di Personalità può coesistere con altre condizioni psicologiche.

Tra le più frequenti troviamo:

  • disturbi d’ansia;
  • depressione;
  • ansia da separazione;
  • attacchi di panico;
  • bassa autostima.

In molti casi è proprio l’ansia di perdere la relazione a mantenere elevato il livello di sofferenza.


È possibile cambiare?

Sì.

Le modalità relazionali che caratterizzano il Disturbo Dipendente di Personalità si sono sviluppate nel corso di molti anni e non cambiano rapidamente, ma possono essere comprese e modificate attraverso un percorso psicologico.

L’obiettivo non è insegnare alla persona a “non avere bisogno degli altri” — perché tutti abbiamo bisogno delle relazioni — ma aiutarla a costruire rapporti più equilibrati, sviluppare fiducia nelle proprie capacità e acquisire una maggiore autonomia emotiva e decisionale.


Competenze di benessere

Indipendenza non significa fare tutto da soli.

Significa:

  • poter chiedere aiuto quando serve senza sentirsi incapaci,
  • prendere decisioni assumendosene la responsabilità,
  • tollerare il disaccordo,
  • costruire relazioni nelle quali il legame nasce dalla scelta reciproca, non dalla paura di essere abbandonati.

Queste competenze possono essere sviluppate gradualmente, imparando a riconoscere i propri bisogni, i propri timori e le modalità con cui ci si relaziona agli altri.


Quando può essere utile un supporto psicologico?

Se ti riconosci in alcune delle difficoltà descritte, se senti di fare fatica a stare da solo, temi costantemente l’abbandono o hai la sensazione che il tuo benessere dipenda quasi esclusivamente dalle persone che hai accanto, un percorso psicologico può aiutarti a comprendere meglio il funzionamento di queste dinamiche e a sviluppare una maggiore autonomia emotiva.

Se desideri organizzare un primo colloquio, puoi contattarmi telefonicamente, tramite il modulo qui sotto oppure via e-mail. Insieme valuteremo la tua situazione e costruiremo il percorso più adatto alle tue esigenze.

📧 E-mail
silvia.darecchio.sd@gmail.com

📞 Telefono
+39 320 625 9427 (anche via WhatsApp)

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Grazie per la risposta. ✨

3 risposte a “Il Disturbo Dipendente di Personalità: quando la paura di essere soli diventa una prigione”

  1. Avatar Disturbi di Personalità – studio privato di psicologia torrile san polo – parma

    […] Disturbo Dipendente di Personalità […]

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  2. Avatar carmen otello
    carmen otello

    Gentilissima dott.ssa,
    Le scrivo perchè sono intenzionata a provare qualche seduta di biofeedback

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    1. Avatar Dott.ssa Silvia Darecchio

      Buonasera Carmen, le ho risposto al suo indirizzo e-mail

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